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Print now  Ski Sailing Norvegia 2022

Introduzione allo ski sailing in Norvegia

Il saggio trova piacere nel mare, il virtuoso nelle montagne

                                                       Tilman

           Skisailing significa navigare tra le montagne, possibilmente a vela, prendendosi il gusto di guardarsi intorno per scegliere la vetta perfetta per i nostri gusti, le nostre possibilità tecniche e la nostra personale predisposizione all’adrenalina. Scelta la montagna si scende a terra, normalmente utilizzando qualche moletto di cui la costa norvegese è piena, si mettono sci e pelli, e si parte. Ogni giorno un porto diverso, un canale diverso, una montagna diversa. La dove le auto non possono arrivare.

  Le nostre spedizioni di sci vela in Norvegia cercano di evitare le popolari zone delle Lyngen Alps per concentrarsi su isole più piccole e
isolate. Veleggiamo tra le Lyngen e Vannoya, Kagen, Arnoya e la spettacolare Senja. Tutte queste isole offrono piccoli porticcioli oltre a trasporto locale utile a organizzare risalite e traversate innovative.

Come dove quando e quanto
BASE NORDLIGHT, ISOLA DI VANNOYA, A NORD DI TROMSO

MAR 12 – MAR 20 COMPLETO
MAR 21 MAR 29 COMPLETO
MAR 29 APR 4 2 POSTI
APR 4 – APR 12 DISPONIBILE
APR 12 – APR 20 DISPONIBILE
APR 20 – APR 28 DISPONIBILE

1000 EURO PER 7 GIORNI E 8 NOTTI, PIU’ CONDIVISIONE SPESE

Informazioni generali e Nordlight

           C’è qualcosa che accomuna l’arte di navigare e quella di arrampicare. Entrambe sono intimamente connesse agli elementi, ed entrambe richiedono a coloro che praticano queste arti tutta la loro prudenza, tenacia e fiducia nei propri mezzi. Mari e monti offrono una sfida a chi li affronta e proprio nell’accettare queste sfide, e nel farlo nel modo migliore, sta la ricompensa del velista e dell’alpinista. C’è però una differenza essenziale, e cioè che mentre l’alpinista di solito accetta la sfida stabilendone i termini, il velista in oceano può stabilire ben poco e di conseguenza è molto più prono a soffrire quella salutare e umiliante emozione chiamata paura.

Tilman

L’angolo nordovest della Norvegia è incoronato da decine di isole, alcune grandi, come Senja, altre più piccole ma non meno spettacolari. Gigantesche sentinelle dalle pareti estreme, tanto care a Kilian Jornet che qui si diverte a correre sulle creste come se galleggiasse nell’infinito,  le montagne si travestono da penisole e promontori dalla verticalità di mitologiche assonanze nordiche, che galleggiano su un oceano scuro, ora nero, ora bianco, ora blu intenso. Agli altrove con simili contrasti tra oceano e montagna, come la Patagonia e l’Alaska, questo angolo di Norvegia offre l’annullamento della distanza. Mentre il passaggio dalla barca alla vetta è ostacolato in Patagonia da un clima atroce e in Alaska da distanze disumane, qui le montagne precipitano in mare in modo che ogni porto diventa un rifugio alpino.

Per una panoramica molto completa delle montagne ideali per lo scialpinismo in genere, molte delle quali accessibili dalla barca, si consiglia questo sito web: KUGO.NO

Essenziale sul posto la stupenda app ufficiale norvegese, Varsom-Regobs, per la cartografia e il pericolo valanghe.

Dopo quattro anni passati a scoprire le montagne e navigare le acque di questo spettacolare angolo di mondo, abbiamo deciso di creare una vera e propria base per viaggiatori e sciatori. Dopo lunghe ricerche la scelta è caduta sull’isola di Vannoya, di suo una meta splendida per lo scialpinismo, ma altresì situata vicino ad Arnoya e Kagen, due isole che combinano vette mozzafiato, varie possibilità di traversata e una vista impagabile.  Le nostre settimane di skisail saranno quindi organizzate tra la base di Vannoya e le spedizioni di uno o più giorni in barca per ottimizzare al meglio il tempo passato quassù, privilegiando la barca nelle giornate più miti e il nostro rifugio sull’isola nelle giornate più difficili.

Scopri la nostra base, Nordlight

Vannoya e la base Nordlight

           C’è una sola linea di autobus a Vannoya, e congiunge gli unici due paesi dell’isola. Ci eravamo affezionati allo storico e malconcio molo di Vannvag, con i suoi pilastri secolari e i suoi pescatori scorbutici ma che ormai ci avevano adottati, quindi decidemmo di andare a fare un giro sul Vanntinden (1031m) usando l’autobus invece della barca. Il molo è a disposizione di chiunque tranne il venerdi alle 1730 quando arriva l’unico traghetto della settimana quindi lasciammo la barca e alle 8 e zero uno ci presentammo alla fermata dell’autobus, che di solito fa anche da posta, bar, market, e in generale centro della vita locale. L’autista ci fece cenno di aspettare un attimo che finiva il caffè. Poi salì sul bus modernissimo, lo mise in moto, aprì le porte centrali e ci fece salire da lì, palesemente regalandoci la corsa. Durante il viaggio ci disse a che ora si sarebbe fatto trovare alla fermata per il Vanntinden. La vetta era immersa nelle nubi, ma fu una bellissima discesa tra rocce e creste con la vista sulle Lyngen Alps, magari un po’ tardi nella stagione. C’è anche un piccolo rifugio sul sentiero per la cima, e sul tavolo trovammo una Nastro Azzurro, e non potemmo esimerci dal lasciarla li. Fu poi speciale scendere con gli sci fino a una delle più belle spiagge della Norvegia ed aspettare l’autobus che, puntuale e deserto come sempre, ci aprì le porte centrali e ci portò direttamente alla barca.

Fu così che lasciai il cuore a Vannoya e ci tornai negli anni successivi per cercare una base, e nell’aprile del 2021, grazie a un davvero fortunato insieme di eventi imprevisti, scoprii la penisola e le case che sarebbero diventate Nordlight. In meno di 10 minuti d’auto su strade bianche si arriva ai piedi del Peppartinden (908m ) e del Vannkysta (938m) che sembra emergere direttamente dal porto di Vannvag. E’ una delle vette favorite dei velisti e sciatori norvegesi che non amano la folla. Con una pellata facile e panoramica si raggiunge la cresta che si segue per evitare una zona poco stabile sotto la vetta, che è piatta e circondata da orridi verticali su tre lati ed una serie di creste che si spingono verso sudest. La vista dell’oceano e delle isole è probabilmente la migliore della Norvegia con l’esclusione di Senja, un 360 che spazia dall’Atlantico alle Lyngen alps, dalle isole più selvagge a nord a quelle più morbide a sud. Lo sciatore più coraggioso avrà a disposizione diversi canalini azzardati, mentre il poeta potrà perdersi tra le vallate che separano Vannkysta da Vanntinden e il Peppartinden. Un vero paradiso per i ciaspolatori, i sognatori e i solitari.

Arnoya

           Arnøyhøgda (1170) è la vetta più alta di Arnøya, una fantastica vetta panoramica. Arnøyhøgda ha una stagione sciistica molto lunga e portando gli sci a Tjuvdalen per due chilometri si può sciare fino a luglio. E’ la montagna più a nord della zona e le gelide tramontane spazzano sovente la cima e si narra che sulla cresta finale dai 1100 metri si formino ghiacci di durezza e insidiosità siderale, quindi i ramponi sono altamente raccomandati per raggiungere la vetta.

A nord, solo l’oceano. A sud, una sterminata collezione di barre di Toblerone di cristallo bianco.

Kagen

Le tre vette di Kagen, Østre Kågtinden 1165m, Store Kågtinden 1190 e Storstandestinden 1097m sono tra le vette più desiderate della Norvegia del nord. Difficili, con un panorama mozzafiato e definitivo, e con molte possibilità in discesa e di traversata dell’isola, con un porto comodo e facile da raggiungere, sono un valore sicuro. L’isola da sola vale una sosta di almeno un paio di gite ma ci si può perdere anche per una settimana. Per tutte e tre le vette la salita inizia dolce e continua fino alla parte più alta delle tre vallate dell’isola. Poi canalini di varia difficoltà portano alle creste dell’isola. Di Kagen si ama quella incredibile capacità di portarti fuori dalmondo in poche pellate, avvinghiarti con picchi arditi e pareti verticali, intorno ad anfiteatri da mondo perduto, e regalarti creste da brivido con viste mozzafiato. E sono davvero pochi gli sciatori che incontrerete tra queste montagne.

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